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Il bambino che aveva bisogno di giocare: la storia di Dibs

  • Geoff Rolls

Riassunto

Dibs sedeva solo al centro della sala giochi, aveva cinque anni e lo sguardo fisso dinanzi a sé, sembrava inconsapevole del fatto che gli altri bambini stessero giocando intorno a lui. Le sue mani pendevano senza vita lungo il corpo completamente immobili. Gli unici movimenti avvenivano quando qualcuno si avvicinava a lui: in tal caso lo picchiava selvaggiamente o provava a morderlo o a graffiarlo. Infine, andava a nascondersi sotto il tavolo a testa china, dove rimaneva per il resto del tempo. Era ovvio a chiunque incontrasse Dibs che il bambino presentava gravi problemi comportamentali, e sebbene le insegnanti nutrissero dell’affetto per lui, trovavano impossibile lavorare con Dibs. La madre fu informata alla nascita che il bambino aveva un ritardo mentale e anomalie cognitive. Riecheggiando il caso di Genie, gli psicologi furono invitati a studiarlo e a proporre interventi terapeutici: Virginia Axline, una psicologa clinica, decise di usare con Dibs una tecnica nota come “ludoterapia”. Dieci anni dopo, il ragazzo fu sottoposto a una serie di test per valutare lo sviluppo mentale ed emerse che era anormale: Dibs era a tutti gli effetti un genio1.

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Bibliografia

  1. 1.
    Axline VM (1969) Storia di Dibs. Mondadori, MilanoGoogle Scholar

Copyright information

© Springer-Verlag Italia 2011

Authors and Affiliations

  • Geoff Rolls
    • 1
  1. 1.Peter Symond’s CollegeWinchesterUK

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