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I due mondi: quello reale e quello microscopico

  • Davide Schiffer
Part of the I blu book series (BLU)

Riassunto

Guardare al microscopio stanca. Per quanto ci si faccia l’abitudine, le sedute non possono superare poche ore, senza fare piccoli intervalli. La mente non riesce a mantenere l’attenzione sugli oggetti tenendo presente il fine che ci si era prefisso:arrivare a una valutazione globale dell’insieme degli oggetti a fini diagnostic o incamerare già categorizzate le informazioni ricavate dall’osservazione.Quando la stanchezza comincia a farsi sentire tutto ciò sfuma e la focalizzazione sugli oggetti e sul fine dell’osservazione si ottunde.Compaiono pensieri parassiti e loro associazioni affettive con il continuo affioramento alla coscienza di contenuti del vissuto che si richiamano per associazione, come ho riferito nel capitolo precedente. Gli esempi potrebbero essere infiniti, dati gli anni di studio trascorsi al microscopio. Devo anche dire che quanto descrivo è peculiare dello studio al microscopio;quando si è impegnati in attività di studio che non si servono di questo strumento, come per esempio succede nella ricerca di biologia molecolare o di biochimica e di altro, dove gli strumenti sono lo spettrofotometro, la PCR e simili,dove non c'è un “paesaggio” con i suoi oggetti che “passa” davanti agli occhi, questo non succede. Il motivo è che in queste altre modalità di studio poco spazio è lasciato all’attenzione passiva, perché l’attenzione attiva è esercitata a quanta e non in continuità. Con ciò non voglio dire che in questi altri studi non possa intervenire il fenomeno della stanchezza; non interviene quello della stanchezza visiva.

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Copyright information

© Springer-Verlag Italia 2011

Authors and Affiliations

  • Davide Schiffer
    • 1
  1. 1.Dipartimento di Neuro-oncologiaUniversità di TorinoItaly

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