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Giuseppe Peano and Mathematical Analysis in Italy

  • Fulvia Skof

Abstract

If you enter what was latterly the office of the Head of the former Istituto di Analisi Matematica of the University of Torino, you find before you a group of photographs which recall those Professors who held the Chair of Analisi (or Calcolo) in the period from 1811 to 1972; among them, side by side with Giovanni Plana (who occupied the Chair from 1811 to 1864), Angelo Genocchi (from 1864 to 1889), Enrico D’Ovidio (from 1872 to 1918), is the mild countenance of Giuseppe Peano, Professor of Calculus from 1890 to 1931; next to him is his successor Francesco G. Tricomi, Professor of Analysis from 1925 to 1972.

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References

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    F.G. Tricomi (1962), 85–86: “G. Peano è stato indubbiamente uno dei più grandi matematici italiani del secolo e il suo nome resta legato, assieme a quelli di Cauchy, Weierstrass, Dini, ecc. alla sistemazione rigorosa dell’Analisi e della Matematica in genere, che antecedentemente riposava su basi poco salde. I postulati aritmetici del Peano, la curva di Peano (curva continua riempiente tutto un quadrato), il teorema esistenziale di Peano per le equaz. differenziali ordinarie, restano pietre miliari nella storia della scienza. Tuttavia la sua opera non fu sempre accettata con generale consenso, ciò che forse si spiega tenendo conto che il Peano fu un precursore di certi moderni sviluppi della matematica (“bourbakismo”) che, anche pel loro spirito spesso aggressivo e iconoclastico, incontrano tuttora vivaci resistenze. In Peano però non c’è traccia di certo moderno malcostume di rendere le cose artificialmente difficili e complicate, anzi uno dei suoi lineamenti migliori fu lo spirito semplificatore, che si rivelò soprattutto nella geniale semplicità di certi suoi classici esempi mostranti la non generale validità di alcuni fondamentali teoremi del Calcolo. […] Dall’inizio di questo secolo il Peano si straniò gradualmente dalla matematica attiva, finendo con l’interessarsi soltanto di alcuni aspetti marginali di essa (storia, approssimazioni numeriche, ecc.) e finalmente quasi esclusivamente delle lingue internazionali ausiliarie (latino “sine flexione”). Correlativamente il suo insegnamento universitario andò gradualmente perdendo di utilità ed efficacia ché, come disse il suo allievo Beppo Levi (1875–1961): ‘L’apostolo limitò l’opera del matematico e ne impedì talvolta la completa estimazione.’”Google Scholar
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© Springer-Verlag Italia 2011

Authors and Affiliations

  • Fulvia Skof
    • 1
  1. 1.Department of Mathematics “G. Peano”University of TorinoItaly

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