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Musica delle Sfere

Chapter
Part of the Le Stelle book series (LSTEL)

Estratto

Giovanni Keplero è considerato a buon diritto uno dei padri della scienza moderna: a lui dobbiamo tra l’altro la formulazione delle leggi che descrivono il moto dei pianeti del Sistema Solare. Nel 1619 il grande astronomo tedesco diede alle stampe un trattato la cui stesura lo aveva tenuto impegnato per oltre venti anni: l’Harmonices Mundi (L’armonia del mondo). Per Keplero, l’Harmonices Mundi rappresentava la sintesi del lavoro di una vita, un condensato del suo pensiero filosofico e scientifico, in cui confluiva tutto il sapere accumulato nel corso delle sue lunghe ricerche. Il nucleo centrale dell’Harmonices Mundi era il tentativo di dimostrare, sulla base dei dati raccolti in anni di rigorose osservazioni dei fenomeni celesti, l’esistenza di connessioni tra le leggi del moto dei pianeti e i rapporti numerici tra gli intervalli musicali. Riprendendo idee care a Pitagora e a Platone, e di cui si trovano tracce lungo tutta la storia del pensiero medioevale, Keplero cercava di dare basi scientifiche al concetto di “musica delle sfere”, l’idea secondo la quale ogni pianeta, nel suo moto intorno al Sole, produce un suono ben preciso. Secondo Keplero, la particolare nota musicale emessa doveva essere legata al periodo dell’orbita.

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© Springer-Verlag Italia 2007

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