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Gli antagonisti dei recettori AT1

Estratto

Nella storia del SRA, la sintesi degli antagonisti dei recettori AT1 può essere considerata nello stesso tempo come un punto di arrivo ed un punto di partenza, perché essa ha sicuramente contribuito a rendere più efficace e razionale il trattamento di numerose patologie, ma - proprio per i risultati ottenuti, spesso inaspettati - ha dato anche il via a nuove ricerche, necessarie per chiarire il meccanismo con cui funzionano realmente questi antagonisti: essi infatti si sono dimostrati efficaci non solo nella IA e nello scompenso cardiaco (cioè in condizioni in cui è sicuramente coinvolto il SRA) (Pitt 2002; Ruddy e Kostis 2005), ma anche in altre patologie, che non appaiono legate in via primitiva ad un disordine di questo sistema, come lo stroke, l’aterosclerosi, la nefropatia diabetica, il decadimento delle funzioni cognitive e perfino di quelle sessuali (Koh e coll. 2003; Sierra e de la Sierra 2005).

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© Springer-Verlag Italia 2007

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