Poliabortività in donne affette da tiroidite di Hashimoto e coesistenti malattie autoimmuni non endocrine

Commento a:

Recurrent pregnancy loss in women with Hashimoto’s thyroiditis with concurrent non-endocrine autoimmune disorders.

M. Cellini, M.G. Santaguida, I. Stramazzo, S. Capriello, N. Brusca, A. Antonelli, P. Fallahi, L. Gargano, M. Centanni, C. Virili.

Thyroid (2020) 30(3):457–462

La tiroidite di Hashimoto (TH) è una delle malattie autoimmuni più diffuse nella popolazione generale e la sua associazione con altre endocrinopatie autoimmuni è ormai tradizionalmente inquadrata nell’ambito delle cosiddette sindromi polighiandolari autoimmuni (PGA), segnatamente il tipo II e più recentemente il tipo III in cui, secondo i sottogruppi, può anche coesistere con altre patologie autoimmuni non endocrine (non-endocrine autoimmune diseases, NEAD) [1]. Tali combinazioni possono essere condizionate dall’età d’esordio, dato che una maggiore prevalenza di malattie sistemiche di natura reumatologica è stata osservata nella popolazione adulta, specie di sesso femminile [2]. La TH, sia in relazione alla sola presenza di anticorpi anti-perossidasi (Ab-TPO) che, soprattutto nei casi di ipotiroidismo subclinico/conclamato non trattato, correla con il rischio di parto pretermine e aborto, così come l’evenienza di aborti plurimi (\(\geq3\)) ed è risultata indipendentemente associata alla positività per anticorpi non-organo specifici, es. RoS2, Ro60, p57, anticorpi antinucleo (ANA) [3, 4].

Nel presente lavoro di Cellini e collaboratori, che include una coorte di 3480 donne affette da TH, gli autori hanno valutato la prevalenza di poliabortività (recurrent pregnancy loss, RPL) in pazienti con tireopatia isolata (\(n = 65/3090\), 2,10%) o associata ad altre NEAD (\(n = 22/390\), 5,64%) per un periodo di 6 anni. Tra le comorbilità è stata inclusa anche la sindrome da anticorpi anti-fosfolipidi (APS), una condizione notoriamente correlata a RPL. Come emerge dai risultati, il dato era significativamente più elevato quando la TH coesisteva con NEAD mentre, considerando il totale delle donne con RPL (\(n = 87\)), il 66% delle pazienti presentava una condizione di eutiroidismo (mediana TSH 1,50 μUI/ml). Tra le donne eutiroidee, una più alta prevalenza di RPL è stata osservata all’interno del gruppo TH + NEAD vs TH isolata, mentre non vi era differenza nel caso delle donne ipotiroidee, indipendentemente da una condizione subclinica o conclamata, confermando di fatto il ruolo dell’ipotiroidismo quale fattore di rischio per complicanze della gravidanza/parto. Valutando anche l’eventuale correlazione tra RPL, associazione tra patologie e titolo degli Ab-TPO, il numero di aborti è risultato indipendente da quest’ultimo. Va sottolineato che la presenza di APS può aver contribuito alla maggior prevalenza in assoluto di aborti tra le pazienti con TH + NEAD, ma nel medesimo gruppo solo 3/22 pazienti hanno registrato RPL.

Lo studio di Cellini e colleghi, pertanto, conferma alcune evidenze relative all’associazione tra patologie autoimmuni che, in un certo senso, rispecchierebbe una maggiore alterazione del sistema immune, almeno nelle pazienti eutiroidee, e spiegherebbe la maggior prevalenza di RPL in queste ultime; tale differenza andrebbe invece ad annullarsi nel caso di ipotiroidismo di ogni grado. In generale, i dati mostrati invitano a una maggiore attenzione nell’inquadramento clinico di pazienti con TH in età fertile affette da altre patologie autoimmuni (specie la APS), che non può prescindere da una tempestiva valutazione dello stato funzionale tiroideo sin dalle primissime fasi della gestazione. Sarà questo, infatti, il passo preliminare per considerare l’opportunità di terapia con levotiroxina (o follow-up stretto nel caso di pazienti eutiroidee con Ab-TPO positivi) che, insieme a un’adeguata supplementazione iodica, consente di ottimizzare la gestione endocrina di queste pazienti più complesse.

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Ruggeri, R.M., Giuffrida, G. Poliabortività in donne affette da tiroidite di Hashimoto e coesistenti malattie autoimmuni non endocrine. L'Endocrinologo 22, 79–80 (2021). https://doi.org/10.1007/s40619-021-00830-7

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