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Il Nuovo Cimento (1855-1868)

, Volume 7, Issue 1, pp 276–298 | Cite as

Azione dell'ioduro di fosforo sulla glicerina; Memoria di M. Berthelot e S. De Luca

Memorie Originali
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References

  1. (1).
    L'ioduro di fosforo si prepara disciogliendo 1 parte di fosforo nel solfuro di carbonio purificato, agglungendovi per piccole porzioni 8 parti d'iodio, ed evaporando il dissolvente al bagno maria in una corrente di acido carbonico secco.Google Scholar
  2. (2).
    La glicerina bruta proveniente dalla fabbricazione delle candele steariche, la purifichiamo nel seguente modo. Il prodotio sciropposo glicerico allungato con due volumi di acqua e filtrato, si fa bollire per due o tre giorni sull'ossido di piombo, rimpiazzando l'acqua che si evapora, e precisamente fino a che una parte del liquido trattata con l'idrogeno solforato, poi allungata con l'acqua ed agitata con l'etere a freddo non ceda nulla a questa sostanza, ciò che verificasi evaporando l'etere. Allora dopo aver filtrato tutta la massa, dopo aver fatto passare a traverso il liquido un eccesso d'idrogeno solforato, e dopo una seconda filtrazione, lo si evapora rapidamente a fuoco nudo fino a che il termometro centigrado marchi 160°. La glicerina in tal modo purificata ritiene ancora da 1 a 2 per 100 di materie saline.Google Scholar
  3. (1).
    Una piccola parte dell'iodio forma un composto stabile speciale indicato di sopra, il quale può estrarsi per mezzo della potassa e dell'etere. È un liquido zuccherino sciropposo, fisso, simigliante all'iodidrina (vedi più lungi, IV). La sua densità è nguale a 1,54; lascia 1 per 100 di ceneri e contiene Carbonio=33,8 contiene Idrogeno=6,1 contiene Iodio …=45,8Google Scholar
  4. (1).
    Questa ultim'analisi è stata eseguita nel modo seguente: in un tubo aperto a'due estremi sì e portato al rosso l'ossido di rame. Una corrente di ossigeno puro e secco era diretta da uno de'due estremi del tubo. Un certo spazio separava dall'ossido di rame l'orificio di entrata dell'ossigeno. Dopo un tempo sufficiente, sono stati fissati all'estremo opposto gli apparecchi in uso per condensare l'acqua e l'acido carbonico, introducendo dall'altra estremità una piccola capsula di platino di forma allungata contenente il sale di platino pesato; poscia, senza interrompere la corrente di ossigeno, si è riscaldata, al rosso la piccola capsula. Questo modo di operare permette di determinare l'idrogene con una grande esattezza, e fornisce d'altronde sullo stesso saggio sottomesso all'analisi il carbonio, l'idrogeno ed il platino, e si applica benissimo alle sostanze fisse non molto carburate.Google Scholar
  5. (1).
    Le sperienze menzionate sono state fatte in presenza di un eccesso di ammoniaca. Noi abbiamo rovesciato questa condizione e fatto agire a 100° alquante goccie di una soluzione acquosa ammoniacale sopra un grand'eccesso di propilene iodato. Con ciò l'acqua ha perduto ogni reazione alcalina, senza però divenire acida, e si sono formati de'cristalli d'iodidrato di ammoniaca, mescolati con l'iodidrato dell'alcali precedente.Google Scholar
  6. (1).
    L'acqua pura, ovvero mescolata di acido acetico, ci ha paruto non esercitare veruna azione pronunziata. 10v,0 di propilene analizzati per detonazione hanno fornite 30v,4 di acido carbonico, assorbendo 45v,2 di ossigeno.Google Scholar
  7. (1).
    Ecco un fatto che ha relazione con questa facile decomposizione prodotta dal calore. L'ioduro del gas ol efico si può ottenere dirigendo questo gas in un matraccio contenente dell'iodio umido e leggiermente riscaldato a fuoco nudo. La stessa sperienza eseguita col propilene, ha prodotto principalmente una sostanza solida carbonosa, solubile nell'etere, appena solubile nell'alcool, e capace di macchiare la carta. Questa sostanza ritiene solamente traccie d'iodio, e brucia senza lasciar residuo. Essa contiene C=60,2, H=7,8. La debole quantità di carbonio in una sostanza di questo genere ci ha paruto degna di essere notata.Google Scholar
  8. (1).
    L'equazione menzionata rappresenta la formazione dell'iodidrina; la cui costituzione può esprimersi in varj modi: 1° C12H11IO5=2C6H3O6+HI−6HO, combinazione immediata con eccesso di base. 2.° C12H11IO6=C6H7IO4+C6H8O6−4HO, combinazione di moniodidrina (analoga alla monocloridrina C8H7CIO4, ma non ottenuta finora) con la glicerina. 3°. C12H11IO5=C6H7IO4+C6H6O4−2HO, combinazione di monoiodidrina col. composto che si può concepire unlto algi acidi anidri nella diacetina C14H12O10=(C4H3O3,2C6H6O4. 4°. C12H11IO6=C H5O2+C6H8O6−2HO, combinazione di epiodidrina (analoga all'epicloridrina, C6H6ClO2, ma non ancora isolata) con la glicerina. La costituzione complessa espressa dalle tre ultime equazioni si accorda abbastanza con la riproduzione simultanea della glicerina e di un composto speciale, per mezzo dell'azione della potassa. In generale la glicerina, in vista della sua natura triatomica, sembra idonea a produrre composti svariatissimi.Google Scholar

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© Società Italiana di Fisica 1858

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