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Sui Circuiti Equivalenti e Sulla Potenza Reattiva

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Sunto

In questa nota si dimostra come lo studio di una qualunque rete elettrica avente un qualsivoglia numero di rami, alimentata a corrente alternata di frequenza costante in una coppia di nodi e che, mediante un’altra coppia di nodi, sia messa in comunicazione con un circuito di carico, si può sempre ridurre a quello di una rete equivalente composta di tre opportune impedenze disposte in un modo particolare, i cui valori sono determinabili con semplici calcoli da eseguirsi su taluni dati sperimentali deducibili dalla rete data. Questa proposizione generale si può estendere anche al caso di reti divisibili in parti fra loro accoppiate per via induttiva statica oppure anche asincrona, con contemporanea trasformazione di frequenza. — Lo studio del comportamento energetico di questi sistemi porta, da un lato, ad una conferma del principio dell’energia, e dall’altro, alla formulazione esatta di un principio di conservazione della potenza reattiva, che mette in luce, fra l’altro, l’intima essenza di certi processi industriali di rifasamento dei circuiti elettrici.

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Rimini, C. Sui Circuiti Equivalenti e Sulla Potenza Reattiva. Nuovo Cim 6, 70–77 (1929). https://doi.org/10.1007/BF02959959

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